A Wall Street il Nasdaq è scosso dai dazi di Trump, dai dubbi su Nvidia e dati economici deboli: cosa succede e come proteggersi!
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ToggleUna settimana di montagne russe per i mercati finanziari, dove il gigante dei chip Nvidia è passato da stella polare a fonte di preoccupazione, le minacce di nuovi dazi imposti da parte di Trump hanno rinfocolato i timori di una guerra commerciale, e i dati economici hanno dipinto un quadro di rallentamento negli Stati Uniti.
Nvidia: quando il successo non basta
Partiamo da Nvidia, il titolo ha subito un brusco calo, -8% nonostante i risultati trimestrali avessero superato le aspettative.
Un’apparente contraddizione, spiegata dalle preoccupazioni per i margini di profitto in calo e dai dubbi sulla tenuta della domanda di chip per l’intelligenza artificiale.
Il mercato si interroga: la corsa all’AI è davvero inarrestabile?
Certo, i numeri di Nvidia restano solidi: ricavi in crescita del 78% su base annua, ma gli investitori, guardano al futuro, e le incertezze sui costi di produzione dei nuovi chip Blackwell e sulla crescente concorrenza nel settore hanno pesato sulle loro decisioni.
Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha cercato di rassicurare, sottolineando il ruolo chiave dell’azienda nell’evoluzione dell’AI e le potenzialità di crescita in nuovi mercati.
Ma la verità è che la prossima conferenza GTC, a marzo, sarà un banco di prova fondamentale per capire se Nvidia saprà riconquistare la fiducia del mercato.
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Dazi Trump: il ritorno delle tensioni commerciali
Come se non bastasse, le dichiarazioni di Donald Trump sulle imminenti tariffe imposte sottoforma di dazi su Canada e Messico, e l’aggiunta di nuove tariffe sulla Cina, hanno aggiunto benzina sul fuoco.
Il rischio? Una nuova guerra commerciale, con conseguenze potenzialmente gravi per l’economia globale.
I dazi, si sa, aumentano i costi per imprese e consumatori, frenando la crescita. E in un momento di incertezza come questo, le tensioni commerciali non fanno che aumentare la volatilità dei mercati.
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Economia USA: i segnali di rallentamento
A completare il quadro, i dati economici recenti hanno confermato un rallentamento dell’economia statunitense. L’aumento delle richieste di disoccupazione e la revisione al ribasso della crescita del PIL sono segnali che non possono essere ignorati.
E poi c’è l’inflazione, sempre sotto la lente della Federal Reserve. L’indice PCE, l’indicatore preferito dalla Fed, sarà cruciale per capire se la banca centrale deciderà di tagliare i tassi di interesse, e quando.